Registrare un marchio da soli

Sì, puoi registrare un marchio da solo. Il deposito all’UIBM è aperto a chiunque e costa circa 176 euro di tasse e diritti: 101 euro di tasse per una classe, due marche da bollo da 16 euro e 43 euro di diritti di segreteria (se depositi tramite la Camera di Commercio). Niente ti obbliga a passare da uno studio. Ma prima di farlo, vale la pena sapere cosa può andare storto, perché qui gli errori si pagano dopo, e di solito si pagano cari.

Il modulo è facile. Il resto no.

Compilare la domanda di deposito è la parte semplice. Si fa in un’ora. Il problema è tutto quello che viene prima e intorno.

Tre cose, in particolare, fanno la differenza tra una registrazione solida e una pratica che salta:

1. La ricerca di anteriorità. Se non controlli prima se esiste un marchio già registrato uguale o simile al tuo, stai rischiando. Se qualcuno ha depositato prima di te, farà opposizione e perderai il lavoro fatto. Soldi delle tasse inclusi. 2. La scelta delle classi. Sbagliare classe significa proteggere il marchio nel settore sbagliato. Sulla carta sei registrato, nella pratica non sei coperto dove operi davvero. 3. La descrizione di prodotti e servizi. Troppo stretta e lasci buchi. Troppo larga e rischi obiezioni. È un equilibrio che si impara con l’esperienza.

Un esempio di cosa significa sbagliare

ADILIA, un marchio di abbigliamento, sembrava un nome originale. ADIDAS non era d’accordo, ha fatto valere il rischio di confusione e la registrazione è saltata. Chi aveva depositato ADILIA si è ritrovato con i soldi spesi e il brand da rifare.

E non serve copiare un marchio famoso per finire nei guai. Basta assomigliare troppo a qualcosa che esiste già e che non hai controllato.

Quando conviene davvero fare da soli

Se hai già verificato con sicurezza che il nome è libero, se conosci le classi, se sai descrivere bene i tuoi prodotti, il fai-da-te è una strada legittima e fa risparmiare.

Se invece su uno di questi punti hai dei dubbi, il rischio non vale i pochi euro risparmiati. Perché la differenza tra i 176 euro del fai-da-te e i pacchetti di uno studio non è solo la pratica: è la ricerca, la consulenza sulle classi e, nel caso della Registrazione con Garanzia, la garanzia “Marchio Registrato o Rimborsati”. Se non va a buon fine, ti restituiremo la parcella. È il solo modo per togliere il rischio dal tavolo.

In sintesi

  • Registrare da soli si può, e costa circa 176 € di tasse e diritti
  • I rischi veri sono tre: ricerca mancata, classe sbagliata, descrizione debole
  • Le tasse di deposito non si recuperano se la pratica salta
  • Il fai-da-te conviene solo se sei sicuro su nome, classi e descrizione
  • La Registrazione con Garanzia toglie il rischio: registrato o rimborsati

Domande frequenti

Quanto si risparmia davvero facendo da soli?

Sulla carta la differenza con un pacchetto completo è di qualche centinaio di euro. Ma se la pratica salta, perdi le tasse e ricominci da capo. Il risparmio diventa una spesa più che doppia.

Posso fare la ricerca di anteriorità da solo?

Puoi fare una ricerca di base nelle banche dati pubbliche. Il problema è interpretarla: capire se un marchio simile è davvero un ostacolo richiede esperienza. È lì che si sbaglia.

Hai un dubbio prima di depositare?

Contattaci per verificare se il tuo marchio è libero e se conviene poi procedere da solo o no. Chiamaci al 338.1497835 oppure scrivici dalla pagina Contattaci. La consulenza iniziale è gratuita.

Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Come registrare un marchio in Italia

Per registrare un marchio in Italia servono quattro passaggi: verificare che il nome sia libero, scegliere le classi merceologiche giuste, depositare la domanda all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) e attendere la registrazione. Il deposito si fa in pochi giorni, la registrazione definitiva richiede 7-8 mesi. La protezione vale 10 anni su tutto il territorio italiano.

Sembra semplice, e nei passaggi lo è. Il punto è farli nell’ordine giusto, perché un errore all’inizio te lo porti dietro fino alla fine.

Passo 1: controlla che il nome sia libero

Va fatto prima di tutto il resto. Se depositi un marchio uguale o simile a uno che è già registrato, rischierai che la domanda venga respinta o che il titolare faccia opposizione. E le tasse di deposito che hai pagato non tornano indietro.

Si chiama ricerca di anteriorità: si controlla nelle banche dati ufficiali se qualcuno ha già registrato qualcosa di simile, nella tua stessa categoria commerciale. È il passo che la maggior parte di chi opta per il fai-da-te salta. Ma è proprio questo che fa la differenza tra una pratica che va a buon fine e una che brucia soldi.

Passo 2: scegli le classi

Un marchio non si registra “per tutto”. Si registra per categorie di prodotti o servizi, chiamate classi. Ne esistono 45. Tu scegli quelle in cui operi davvero.

Sceglierne troppo poche significa lasciare scoperto un pezzo della tua attività. Sceglierne troppe significa pagare di più senza motivo. Le classi giuste dipendono da cosa vendi oggi e da dove vuoi andare.

Passo 3: deposita la domanda

Il deposito si presenta all’UIBM, in via telematica. Servono i dati del titolare (persona o azienda), la riproduzione del marchio e l’elenco preciso di prodotti e servizi. Da questo momento la tua data di deposito è fissata, ed è quella che conta se domani qualcuno dovesse rivendicare lo stesso nome.

Passo 4: aspetta la registrazione

Dopo il deposito, l’UIBM esamina la domanda. Se è tutto in regola e nessuno fa opposizione, il marchio viene registrato. I tempi oggi sono di 7-8 mesi come minimo. Ma sei protetto già dalla data di deposito, non da quella di registrazione.

Vedi le date del tuo marchio

I mesi sulla carta dicono poco. Metti la data in cui depositerai (o hai depositato) e la tavola ti mostrerà quando arriva la pubblicazione, entro quando gli altri possono opporsi e in che anno scadrà il rinnovo. Il promemoria della scadenza puoi scaricarlo nel calendario.

Da solo o con uno studio?

Puoi presentare il deposito da solo. Costa circa 176 euro di tasse, marche da bollo e diritti. Il rischio non è la compilazione del modulo, sono le scelte: la classe sbagliata, la ricerca fatta male, una descrizione che non ti protegge davvero.

Se scegli di registrare con lo Studio CIS, puoi scegliere tra il solo deposito e l’opzione con ricerca di anteriorità e la garanzia “Marchio Registrato o Rimborsati”: se la domanda non va a buon fine, ti restituiremo la parcella.

In sintesi

  • Quattro passaggi: ricerca del nome, scelta delle classi, deposito, attesa
  • La ricerca di anteriorità prima del deposito è il passo che evita di buttare i soldi
  • Sei protetto dalla data di deposito, non dalla data di registrazione
  • Tempi attuali: 7-8 mesi per la registrazione definitiva
  • Protezione di 10 anni, rinnovabile

Domande frequenti

Posso registrare il marchio prima di aprire l’attività?

Sì, e spesso conviene. Puoi registrare il marchio anche come persona fisica, prima di costituire la società. Così il nome sarà già tuo quando parti.

Devo registrare anche il logo, oltre al nome?

Dipende. Puoi registrare solo il nome (marchio denominativo), solo il logo, oppure il nome con il logo (marchio figurativo). Ognuna protegge cose diverse. Vale la pena deciderlo con chi se ne intende, prima di depositare.

Quanto dura la registrazione?

10 anni dalla data di deposito, rinnovabile per altri 10 alla scadenza, senza limiti di rinnovi.

Vuoi partire col piede giusto?

Il primo passo è sempre lo stesso: sapere se il tuo nome è libero. Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci. La consulenza iniziale è gratuita.

Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Registrare un marchio negli Stati Uniti

Un’azienda italiana può proteggere il proprio marchio negli USA in due modi: con il marchio internazionale (sistema di Madrid, gestito dalla WIPO) designando gli Stati Uniti, oppure con un deposito diretto all’USPTO, l’ufficio marchi americano. La differenza più importante rispetto all’Italia: negli USA il marchio va usato davvero sul mercato americano, altrimenti la registrazione verrà annullata d’ufficio.

La regola che sorprende gli italiani

In Italia registri il marchio e sei a posto per 10 anni, sia che tu lo usi o non lo usi. Negli Stati Uniti no. Il sistema americano protegge chi usa effettivamente il marchio nel commercio, non chi lo registra e poi lo parcheggia.

Questo significa due cose pratiche. Primo: a un certo punto della procedura dovrai dimostrare l’uso del marchio negli USA, con prove concrete (vendite negli USA, oppure un sito che vende e spedisce in America, ecc.). Secondo: registrare “per sicurezza” un marchio che non userai mai sul mercato americano equivale a buttare il tuo denaro.

Vendi su Amazon.com? Quello è uso sul mercato americano, e il marchio registrato ti apre anche il Brand Registry. È il caso più frequente tra i nostri clienti che guardano agli USA.

Madrid o deposito diretto?

Via Madrid (marchio internazionale): Se hai un marchio italiano o europeo già depositato o registrato, parti da questo e “designi” gli Stati Uniti insieme ad altri paesi che ti interessano. Una sola pratica per più mercati, costi più bassi se i paesi che scegli sono parecchi. È la strada tipica per chi esporta in più direzioni.

Deposito diretto USPTO: una pratica dedicata solo agli USA, costruita su misura per il sistema americano e senza legami con il marchio di origine (puoi anche non avere un marchio depositato o registrato in Italia o in Europa). Il nostro Studio collabora da anni con avvocati abilitati negli Stati Uniti: il deposito diretto lo gestiamo noi dall’Italia, tu non devi cercare nessuno oltreoceano. E questo vale anche per qualsiasi paese del mondo, non solo per gli USA.

Quale conviene a te dipende da dove vendi oggi e dove vuoi arrivare domani. Parliamone insieme e scegliamo la strada migliore per te.

Quanto costa

I costi dipendono dalla strada scelta e dalle classi merceologiche. Per il marchio internazionale prepariamo un preventivo personalizzato gratuito sui paesi che ti interessano: chiedilo senza impegno.

In sintesi

  • Due strade: marchio internazionale (Madrid/WIPO) o deposito diretto USPTO
  • Negli USA il marchio va usato sul mercato americano: niente uso = perdita della registrazione
  • Vendere su Amazon.com vale come uso e sblocca il Brand Registry
  • La scelta tra Madrid e deposito diretto dipende dai tuoi mercati
  • Prima di tutto: verifica che il nome sia libero negli USA

Domande frequenti

Il mio marchio italiano mi protegge negli Stati Uniti?

No. Il marchio è territoriale: l’Italia copre l’Italia. Per gli USA serve una registrazione che copra gli USA.

Posso registrare negli USA se non ho ancora iniziato a vendere lì?

Sì, si può depositare sulla base dell’intenzione di uso (“intent to use”), ma poi l’uso effettivo andrà effettivamente dimostrato.

Serve un avvocato americano?

Sì, per i depositi diretti la legge americana richiede che i richiedenti esteri siano rappresentati da un legale abilitato negli USA. Ma non devi cercarlo tu: Il nostro Studio collabora con avvocati americani di fiducia e seguiamo noi l’intera pratica dall’Italia.

Esporti o vendi negli USA?

Raccontaci cosa fai e ti diremo la strada più sensata per proteggerti, con un preventivo gratuito. Chiamaci al 338.1497835 oppure scrivici dalla pagina Contattaci.

Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane, comprese pratiche comunitarie e internazionali. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Opposizione marchio: cos’è e come funziona

L’opposizione è la procedura con cui il titolare di un marchio già registrato chiede all’ufficio marchi di bloccare la registrazione di un nuovo marchio troppo simile al suo. In Italia va presentata entro 3 mesi dalla data di pubblicazione della domanda. Se l’opposizione viene accolta, il nuovo marchio non viene registrato e le tasse di deposito non verranno rimborsate.

Tradotto in pratica

Tu depositi il tuo marchio. L’ufficio lo pubblica sul bollettino ufficiale. Da quel momento, chiunque ritenga di avere un diritto precedente può alzare la mano e dire: “questo marchio assomiglia troppo al mio”.

Non serve che i marchi siano identici. Basta che siano simili al punto che il consumatore possa confondersi. Ad esempio, GUCCINI per borse e GUCCI non possono convivere, e non importa che Guccini sia un cognome legittimo.

L’opposizione è il motivo per cui il deposito fai-da-te è più rischioso di quanto sembri. La documentazione puoi compilarla velocemente. Ma se non controlli prima se già esiste qualcosa di simile, il tuo deposito sarà una scommessa.

Cosa succede se ricevi un’opposizione

Niente panico, ma bisogna agire in fretta: ci sono scadenze precise per rispondere. Le strade possibili sono diverse. Si può negoziare un accordo di coesistenza, limitare le classi merceologiche, contestare l’opposizione, oppure ritirare la domanda e ripartire con un nome più sicuro. Quale convenga dipende dal caso concreto, e deciderlo da soli è un azzardo.

La nuda verità è che l’opposizione si combatte molto meglio PRIMA che arrivi. Si chiama ricerca di anteriorità: controlli se il nome è libero prima di depositarlo. Costa poco rispetto a quello che previene.

In sintesi

  • L’opposizione blocca la registrazione di un marchio troppo simile a uno già esistente
  • In Italia il termine è di 3 mesi dalla pubblicazione della domanda
  • Non serve identità tra i nomi: basta il rischio di confusione
  • Se l’opposizione passa, le tasse di deposito considerale perse
  • La difesa migliore è la ricerca di anteriorità fatta prima del deposito

Domande frequenti

Chi può fare opposizione al mio marchio?

Chi ha un marchio registrato (o depositato prima del tuo) uguale o simile, per prodotti o servizi affini. In alcuni casi, anche chi ha un marchio non registrato ma che lo usa da molto tempo.

Quanto costa difendersi da un’opposizione?

Dipende dalla strada scelta: accordo, limitazione o contestazione. In ogni caso più della ricerca di anteriorità che l’avrebbe evitata. Per una valutazione del tuo caso, chiamaci al 338 1497835.

Posso continuare a usare il marchio durante l’opposizione?

La procedura riguarda la registrazione, non l’uso. Ma usare un nome conteso è un rischio: se perdi, hai investito su un marchio che non sarà mai tuo.

Prima di depositare, controlla

Se stai scegliendo il marchio o stai per depositarlo, una telefonata ora può risparmiarti un’opposizione domani. Chiamaci al 338.1497835, oppure scrivici dalla pagina Contattaci. La chiamata iniziale è gratuita.

Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Quanto costa registrare un marchio?

Registrare un marchio in Italia costa 542,50 € tutto compreso con Studio CIS: iva, tasse di deposito, pratica e consulenza, per una classe merceologica. Aggiungendo la ricerca di anteriorità e la garanzia “Marchio Registrato o Rimborsati” si sale a 725,50 €. La protezione dura 10 anni e copre tutta l’Italia.

Questa è la risposta breve. Ora ti spiego cosa c’è dietro questi numeri, perché è lì che molti imprenditori sbagliano.

Calcola il costo del tuo marchio

Il conto cambia con le classi e con il territorio. Scegli Italia o Europa, quante classi ti servono e come vuoi procedere: vedrai lo scontrino completo, voce per voce, tasse comprese.

Il costo vero non è quello che pensi

Quando confronti i prezzi, attento a una cosa: molti servizi pubblicizzano cifre basse che non includono iva e tasse di deposito. Poi le ritrovi in fattura. Il prezzo che vedi qui invece è finale: paghi quello, punto.

Ma il rischio più grosso non è la sorpresa in fattura. È un altro: depositare un marchio che non può essere registrato.

Funziona così: l’ufficio marchi incassa le tasse al momento del deposito, non alla registrazione. Se la tua domanda di registrazione viene respinta o se qualcuno fa opposizione perché quel nome è già registrato (o anche semplicemente simile al suo marchio registrato), quei soldi che avrai versato per le tasse non ti torneranno indietro. Avrai pagato per niente. E nel frattempo magari avrai già stampato le insegne o le etichette e avrai fatto il sito.

Ad esempio: ADILIA, un marchio di abbigliamento, sembrava un nome originale. Ma ADIDAS non era d’accordo. Risultato: pratica persa e tutti i costi buttati.

I due modi per registrare con Studio CIS

Nota: nelle descrizioni qui sotto troverai la voce “Classe”: Nel gergo tecnico della registrazione dei marchi significa semplicemente “Categoria Merceologica”.

Registrazione (solo deposito). Per chi ha già verificato in autonomia che il nome è libero e vuole solo depositare al costo minimo. Pratica completa, iva e tasse incluse. Ogni classe aggiuntiva costa 34 € in più.

Registrazione con Garanzia. Prima di depositare facciamo la ricerca di anteriorità: controlliamo se esistono marchi uguali o simili al tuo. Così sai PRIMA di pagare le tasse se il marchio è registrabile o meno. Se il marchio non dovesse essere registrabile ti aiutiamo a sceglierne un altro che non dia problemi. E se alla fine questo non venisse registrato, ti restituiremo la parcella. Si chiama “Marchio Registrato o Rimborsati” e siamo gli unici in Italia a offrirla.

Chiediti: quanto perderesti se il tuo nome risultasse già di qualcun altro dopo averlo depositato? Se la risposta ti preoccupa, la Registrazione con Garanzia esiste per questo. Le tariffe aggiornate le trovi nella nostra pagina di registrazione del marchio.

E se lo faccio da solo?

Puoi. Il deposito fai-da-te costa circa 176 €: 101 € di tasse per una classe, due marche da bollo da 16 € e 43 € di diritti di segreteria alla Camera di Commercio. Il problema non è il modulo, ma quello che non vedi: la classe merceologica sbagliata o una ricerca di anteriorità fatta male. Oppure un nome troppo generico è descrittivo, che sulla carta potrà anche essere un marchio registrato ma che nella pratica ti proteggerà pochissimo. Sono errori che vediamo sin dal 2001. E si pagano sempre dopo.

In sintesi

  • Registrazione marchio italiano: 542,50 € tutto compreso (una classe; +34 € per classe aggiuntiva)
  • Con ricerca di anteriorità e garanzia rimborso: 725,50 € (una classe; +34 € per classe aggiuntiva)
  • Fai-da-te: circa 176 € di tasse e diritti, ma senza ricerca, senza consulenza e senza garanzia
  • Le tasse di deposito non potrai recuperarle se la pratica va male
  • La ricerca di anteriorità prima del deposito è ciò che ti evita di pagare due volte e contenziosi vari
  • La protezione dura 10 anni, rinnovabile

Domande frequenti

Il prezzo include le tasse governative?

Sì. 542,50 € e 725,50 € sono cifre finali per una classe merceologica, tasse di deposito incluse. Ogni classe aggiuntiva costa 34 € in più.

Quanto dura la protezione?

10 anni dalla data di deposito, rinnovabile alla scadenza per altri 10. Senza limiti di rinnovi.

Quanto tempo ci vuole?

Il deposito si fa in pochi giorni, e da quel momento inizierà la tutela del tuo marchio: è quella la data che conta in caso di conflitti. La registrazione definitiva dall’UIBM richiede invece pazienza: 7-8 mesi come minimo.

Il marchio italiano mi protegge anche all’estero?

No, copre solo l’Italia. Per l’Europa c’è il marchio comunitario, per gli altri mercati quello internazionale. Se vendi o vuoi vendere fuori dall’Italia, parliamone prima del deposito: si risparmia facendolo con ordine.

Vuoi sapere se il tuo marchio è libero?

Chiamaci al 338.1497835 oppure scrivici dalla pagina Contattaci. Entro 24 ore ti diremo come stanno le cose.

Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Totò marchio registrato: ristoranti e pizzerie cambiano nome

Una notizia che ha creato scalpore nell’ambito della ristorazione italiana è la recente registrazione del nome “Totò” come marchio esclusivo. Questo evento ha causato una vera e propria rivoluzione nel panorama di ristoranti e pizzerie che utilizzavano il nome del leggendario comico napoletano.

Chi è Totò e perché il marchio è importante

Antonio De Curtis, in arte Totò, è uno dei simboli più iconici della cultura italiana. Conosciuto affettuosamente come il “Principe della Risata”, Totò ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema, teatro e nella commedia italiana con una carriera che si estende per decenni. È naturale che il suo nome sia stato ampiamente utilizzato da ristoranti e pizzerie come omaggio alla sua memoria e alla sua influenza nella cultura popolare italiana.

Impatti della registrazione del marchio “Totò”

L’atto di registrare “Totò” come marchio esclusivo significa che Continua a leggere

Arsenal scopre che il marchio Invincibles è già registrato da Jens Lehmann

La recente scoperta ha lasciato molti tifosi dell’Arsenal sorpresi e, in alcuni casi, increduli. Jens Lehmann, il leggendario portiere della squadra durante la stagione “Invincibles” 2003-2004, ha infatti registrato il marchio “Invincibles” ben prima che il club potesse farlo. Questo evento ha scatenato non poche discussioni e ha sollevato un velo su diversi aspetti riguardanti la registrazione dei marchi sportivi.

Il contesto storico: Gli Invincibles

La stagione 2003-2004 dell’Arsenal rimane una delle pietre miliari della storia del calcio. Il club londinese, allenato da Arsène Wenger, ha concluso l’intera stagione di Premier League senza subire sconfitte, un’impresa straordinaria che gli è valsa l’appellativo di “Invincibles“. Jens Lehmann, portiere della squadra, è stato una delle figure chiave di quella straordinaria annata.

La scoperta del marchio registrato

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, il club non ha registrato il marchio “Invincibles“. Invece, è stato Jens Lehmann a muoversi con anticipo. Continua a leggere

Burberry vince causa contro Baneberry in Cina per marchio

La Vittoria di Burberry: Una Svolta nella Protezione dei Marchi in Cina

Il rinomato brand britannico Burberry ha recentemente ottenuto una significativa vittoria legale contro Baneberry in Cina, segnando un importante passo avanti nella protezione dei diritti di proprietà intellettuale. La conclusione del processo ha visto Burberry essere risarcita con una somma considerevole di circa 6 milioni di renmibi (pari a circa 780.000 euro). Questo caso rappresenta un esempio emblematico di come la tutela dei marchi possa essere un processo complesso, ma essenziale per la salvaguardia del proprio brand.

Cos’è la Violazione del Marchio?

La violazione del marchio avviene quando un’entità utilizza un marchio uguale o simile a un marchio registrato, senza il permesso del proprietario del marchio registrato, causando confusione tra i consumatori. Questo può avvenire in vari modi, tra cui l’uso illecito di logo, nomi commerciali, slogan o qualsiasi altro segno distintivo protetto da registrazione.

Il Caso Burberry vs. Baneberry

La disputa tra Burberry e Baneberry ha ruotato attorno all’uso non autorizzato del marchio Burberry da parte di Baneberry, un marchio cinese che produceva e commercializzava prodotti con segni distintivi molto simili a quelli del brand britannico. Le autorità giudiziarie cinesi hanno riconosciuto che tali somiglianze non erano puramente casuali, ma intenzionali, e avevano lo scopo di capitalizzare sulla reputazione e il valore di mercato di Burberry.

Dettagli del Processo Legale

Durante il processo, Burberry ha dimostrato come Baneberry avesse utilizzato elementi distintivi quali: Continua a leggere

Prevalenza Dop europea su marchi storici: il caso Salaparuta

Decisione della Corte UE: Prevalenza della Dop Europea sui Marchi Storici

In una recente sentenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito un importante precedente riguardante la prevalenza delle Denominazioni di Origine Protetta (DOP) europee sui marchi storici nazionali o regionali. Il caso, noto come “Salaparuta”, ha attirato l’attenzione di esperti legali e industriali sul delicato equilibrio tra le protezioni nazionali e le normative europee.

Il Contesto del Caso Salaparuta

Salaparuta è un comune della Sicilia famoso per la produzione di vini di alta qualità. La questione giuridica è sorta quando è stato contestato l’uso di determinati marchi storici che riportavano il nome “Salaparuta” sui prodotti vinicoli, in conflitto con una DOP assegnata a quell’area geografica.

La controversia è nata dall’opposizione avanzata dai produttori di vino locali contro la registrazione di tali marchi storici che, a loro avviso, potevano indurre in errore i consumatori, facendoli credere che si trattasse di prodotti conformi agli standard e alle peculiarità della DOP.

La Deliberazione della Corte di Giustizia UE

La Corte di Giustizia UE ha esaminato attentamente le normative comunitarie e nazionali, arrivando alla conclusione che Continua a leggere

Marchio europeo per il cardato riciclato pratese

Una notizia entusiasmante arriva dal settore del riciclo tessile: è stato compiuto un significativo primo passo verso la certificazione del marchio europeo per il “cardato riciclato” prodotto a Prato. L’associazione coinvolta in questo progetto include già un centinaio di aziende specializzate nella filiera del rigenero e del riuso, tutte impegnate a innovare e garantire la qualità dei loro prodotti a livello continentale.

L’iniziativa dell’associazione e il ruolo del Comune

Questo innovativo progetto è stato fortemente supportato dal Comune di Prato, che si occuperà direttamente della registrazione del marchio. Inizialmente, il deposito sarà effettuato a livello nazionale, per poi estendersi a Bruxelles, integrando così il marchio nel contesto più ampio dell’Unione Europea.

Emiliano Sanesi, presidente dell’associazione promotrice, ha dichiarato: “L’obiettivo è fare di Prato un modello di eccellenza nel settore del riciclo tessile. Con la registrazione del marchio, non solo tuteliamo il nostro prodotto, ma offriamo anche un riconoscimento ufficiale alla qualità e all’innovazione delle nostre aziende.”

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