Royalties dal marchio: la SRL paga te (come funziona)

Le multinazionali estraggono valore dalle società operative facendole pagare per usare il marchio del gruppo. È una delle mosse che puoi copiare anche tu, in piccolo, con la tua SRL: registri il marchio come persona fisica, lo concedi in licenza alla tua società operativa, e la società ti versa un canone per usarlo. Funziona a una condizione: che sia un’operazione vera, documentata e a norma, non una scorciatoia costruita solo per pagare meno tasse.

Come funziona, in tre passaggi

Il meccanismo è semplice nella struttura.

  1. Tu, come privato, registri il marchio della tua attività (o lo intesti a te se è ancora della società).
  2. Con un contratto di licenza scritto, autorizzi la tua SRL operativa a usare quel marchio.
  3. La SRL ti paga un canone periodico, le royalties, per il diritto di usarlo.

Lo strumento giuridico è la licenza di marchio (art. 23 del Codice della Proprietà Industriale): tu resti proprietario, la società ottiene solo il diritto d’uso, alle condizioni che scrivi nel contratto. In alternativa il marchio si può cedere alla persona fisica, ma la licenza è la forma più usata perché ti tiene la titolarità in mano.

Perché le aziende lo fanno

Il motivo è di convenienza. Per la SRL il canone è un costo legato all’attività. Per te che lo incassi è un reddito, tassato secondo le regole del tuo caso, di norma senza i contributi previdenziali che pesano sui compensi da lavoro. Il risultato è che una parte degli utili esce dalla società e finisce nel tuo patrimonio personale con un carico diverso da quello di uno stipendio o di un dividendo.

Qui ci fermiamo, ed è importante che tu lo sappia: noi ci occupiamo di marchi, non siamo il tuo commercialista. Aliquote, deducibilità e trattamento contributivo dipendono dalla tua situazione e li deve calcolare e confermare chi tiene la tua contabilità. Diffida di chi ti promette una percentuale di risparmio secca senza aver visto i tuoi conti.

Il punto delicato: deve essere un’operazione vera

Questa strategia funziona finché regge davanti all’Agenzia delle Entrate. Se il marchio vale poco e il canone è gonfiato, o se l’unico scopo dell’operazione è pagare meno imposte, il Fisco può contestarla come abuso del diritto (art. 10-bis dello Statuto del Contribuente) e far saltare il vantaggio.

Perché regga servono due cose che sono esattamente il nostro mestiere:

  • Un marchio registrato e solido. Non puoi concedere in licenza un marchio che non è davvero tuo. Prima serve la registrazione del marchio in Italia, e prima ancora una ricerca di anteriorità che confermi che il nome è libero. Un marchio contestabile rende contestabile tutta la struttura.
  • Un valore documentato. Il canone deve essere ragionevole rispetto a quanto vale davvero il marchio. Serve una perizia che stimi quel valore, così l’importo delle royalties ha una base concreta e non un numero deciso a tavolino.

Su questa base, il tuo commercialista costruisce la parte fiscale. Senza questa base, non c’è strategia che tenga.

In sintesi

  • La strategia: registri il marchio come privato e lo concedi in licenza alla tua SRL, che ti paga le royalties per usarlo.
  • Lo strumento è la licenza di marchio (art. 23 C.P.I.): resti titolare, la società ottiene solo il diritto d’uso.
  • Il vantaggio fiscale c’è, ma dipende dal tuo caso: lo calcola e lo conferma il commercialista, non lo Studio.
  • Perché regga davanti al Fisco (art. 10-bis) servono un marchio registrato davvero tuo e una perizia che giustifichi il canone.
  • Un marchio debole o mai cercato prima rende contestabile tutta l’operazione: la base parte da lì.

Domande frequenti

Posso concedere in licenza alla mia SRL un marchio che non ho ancora registrato?

No. Puoi licenziare solo un marchio di cui sei titolare in modo esclusivo. Prima serve la registrazione, e prima ancora una ricerca di anteriorità che confermi che il nome è libero.

Le royalties che incasso come privato pagano i contributi INPS?

Di norma un reddito da utilizzo di un marchio non segue le stesse regole contributive di uno stipendio, ma il trattamento dipende dalla tua posizione. È una valutazione da fare con il commercialista sul tuo caso concreto, non una regola valida per tutti.

Il Fisco può contestare questa struttura?

Sì, se la considera costruita solo per pagare meno imposte (abuso del diritto, art. 10-bis dello Statuto del Contribuente). Regge quando il marchio ha un valore reale, documentato da una perizia, e il canone è coerente con quel valore.

Meglio la licenza o la cessione del marchio alla persona fisica?

Dipende. La licenza ti fa restare proprietario e concedere solo l’uso; la cessione trasferisce la titolarità. La forma giusta si sceglie caso per caso, insieme al commercialista per la parte fiscale.

Vuoi partire dalla base giusta?

La parte fiscale la vedi con il tuo commercialista. La base che la rende legittima, cioè un marchio registrato, cercato prima e valutato, la costruiamo noi. Se stai pensando a questa struttura o vuoi capire se il tuo marchio è abbastanza solido per reggerla, chiamaci al 338.1497835 o contattaci qui. La prima consulenza è gratuita.

Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia. Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza del tuo commercialista sugli aspetti fiscali.

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