Differenza tra marchio e brand: cosa cambia davvero

Brand e marchio non sono la stessa cosa. Il brand è l’identità che il pubblico percepisce della tua azienda: il nome, i colori, i valori, l’esperienza. Il marchio è il segno giuridico che puoi registrare e proteggere per legge. Un brand costruito per anni, senza un marchio registrato alle spalle, può essere copiato da chiunque. E a quel punto hai poco da fare.


Dove nasce la confusione

I due termini si usano spesso come sinonimi. Non lo sono, e confonderli può costarti caro.

Il brand è un concetto di marketing. È la somma di tutto quello che la gente pensa e sente quando sente il tuo nome: il logo, i colori, il tono di voce, la reputazione, le emozioni legate al prodotto. Il brand non è una cosa sola, è un insieme. E non si registra.

Il marchio, invece, è qualcosa di preciso. Il Codice della Proprietà Industriale (art. 7 D.Lgs. 30/2005) lo definisce come qualsiasi segno capace di distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese e di essere rappresentato nel registro. Possono essere marchi: le parole, i nomi, i disegni, le lettere, le cifre, i colori, la forma del prodotto o della confezione, i suoni.

Il marchio è la parte legale del brand. È quello che puoi registrare, difendere in tribunale e vietare ad altri di usare.


Il problema concreto

Immagina di aver costruito un brand per tre anni. Nome, logo, sito, clienti fidelizzati. Poi un’altra azienda apre con lo stesso nome, nello stesso settore. O peggio: qualcuno registra quel nome prima di te.

Cosa puoi fare?

Se hai il marchio registrato: puoi agire subito. Il titolare del marchio registrato ha il diritto esclusivo di usare quel segno per i prodotti e i servizi per cui è stato depositato (art. 20 C.P.I.). Puoi chiedere la cessazione dell’uso, un risarcimento, e in certi casi il sequestro dei prodotti che portano il segno.

Se hai solo il brand, senza registrazione: la tutela è limitata. Esiste la protezione del preuso (art. 9 C.P.I.), ma funziona solo se hai usato il nome in modo sistematico e la tua notorietà è diffusa a livello nazionale. Per una PMI o una startup con presenza locale o regionale, questa soglia è quasi impossibile da dimostrare. Inoltre, per poter essere dimostrata, ci sarà bisogno di intentare una causa civile, con conseguente aggravio di tempo e costi.


Un esempio che chiarisce tutto

Pensa a un piccolo birrificio artigianale che usa il nome “Lupola” da tre anni. Ha clienti affezionati, una discreta presenza online, qualche evento locale. Non ha mai registrato il marchio.

Un anno dopo, un’altra azienda deposita “Lupola” come marchio per birre. L’UIBM concede la registrazione, perché nei registri il nome è libero.

Adesso il primo birrificio ha un problema. Deve dimostrare che il suo preuso è noto a livello nazionale: una soglia molto difficile da raggiungere per chi opera principalmente in una zona geografica limitata. Nel frattempo, il nuovo titolare del marchio può chiedergli di smettere di usare quel nome.

Tre anni di brand, un problema enorme.


Quale parte del brand si può registrare

Non si registra il brand in senso ampio. Si registra il segno: il nome, il logo, o entrambi insieme.

Le forme principali:

  • Marchio denominativo: solo il nome a parole, indipendentemente dalla grafica. Protegge il nome in qualsiasi stile visivo.
  • Marchio figurativo: solo l’immagine o il logo, senza testo.
  • Marchio misto (denominativo + figurativo): il nome nel suo specifico stile grafico.

Di solito conviene registrare almeno il marchio denominativo, perché tutela il nome anche quando cambierai grafica in futuro. Dipende però dal caso specifico: se il tuo logo è la parte più riconoscibile del brand, ha senso proteggere anche quello.

Puoi trovare un confronto completo su differenza tra marchio e logo e su differenza tra marchio e brevetto.


In sintesi

  • Il brand è l’identità complessiva dell’azienda (percezione, valori, reputazione). Non si registra.
  • Il marchio è il segno distintivo (nome, logo, colori, forma) definito dall’art. 7 C.P.I. Si registra e si protegge legalmente.
  • Senza marchio registrato, la tutela legale del tuo nome dipende dal preuso (art. 9 C.P.I.): funziona solo con notorietà nazionale, una soglia difficile per la maggior parte delle PMI.
  • Con il marchio registrato hai il diritto esclusivo sull’uso di quel segno per i tuoi prodotti e servizi (art. 20 C.P.I.).
  • Registrare il marchio è l’unico modo affidabile per trasformare il valore del tuo brand in un diritto legalmente esigibile.

Domande frequenti

Posso proteggere il mio brand senza registrare il marchio?
Non in modo affidabile. Il solo utilizzo continuativo del nome ti dà una protezione limitata tramite il preuso (art. 9 C.P.I.), ma solo se la tua notorietà è estesa a livello nazionale. Per la maggior parte delle PMI italiane, questa soglia è difficile da raggiungere e ancora più difficile da dimostrare in giudizio. La via sicura è la registrazione.

Devo registrare il nome o il logo?
Dipende da cosa vuoi proteggere. Registrare solo il logo protegge quella specifica versione grafica, non il nome scritto in un font diverso. Il marchio denominativo protegge il nome in qualsiasi veste grafica. Spesso conviene fare entrambi, soprattutto se il logo è parte centrale dell’identità visiva del brand.

Se cambio logo in futuro, il marchio rimane valido?
Se hai registrato il marchio denominativo (solo il nome), il marchio rimane valido anche se cambi completamente la grafica del logo. Se hai registrato un marchio misto (nome + logo in un preciso stile grafico) e modifichi in modo significativo il logo, conviene depositare il nuovo logo come ulteriore marchio per aggiornare la protezione.

Il marchio registrato mi tutela anche su internet?
Il marchio registrato ti dà gli strumenti legali per agire contro chi usa il tuo segno senza diritto, anche online. Puoi recuperare domini registrati in malafede tramite le procedure UDRP, e puoi segnalare violazioni sulle piattaforme (Amazon, social, marketplace). Dominio e profili social vanno però registrati separatamente: il marchio non li “prenota” automaticamente.


Hai un brand che vale. Hai anche lo strumento per difenderlo?

Se non hai ancora registrato il marchio, o non sei sicuro di averlo fatto nel modo giusto, parlaci prima che sia troppo tardi.

Chiamaci al 338.1497835 oppure scrivici dalla pagina Contattaci: la consulenza iniziale è gratuita e ti diremo subito se il tuo nome è già protetto.

Puoi anche leggere come funziona la registrazione del marchio italiano o, se vuoi proteggerti in tutta Europa, quanto costa registrare un marchio europeo.


Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Ricerca di anteriorità marchio: cos’è e perché farla

Ricerca di anteriorità marchio: cos’è, a cosa serve e quando farla

La ricerca di anteriorità è una verifica nei registri ufficiali dei marchi per scoprire se esiste già un marchio identico o simile al tuo, che potrebbe bloccare la tua registrazione. Non è obbligatoria per legge, ma saltarla è il modo più rapido per perdere i soldi delle tasse governative senza ottenere nulla.

Il tuo nome è abbastanza forte?

Prima ancora di guardare i marchi degli altri, conta il nome in sé: se descrive il prodotto o è troppo generico, l’ufficio può rifiutarlo e la ricerca non ti servirà a nulla. Scrivi il tuo nome qui sotto e vedrai dove è forte e dove è debole.


Perché farla prima del deposito

Immagina di dedicare del tempo per trovare il nome del tuo marchio. Poi paghi il grafico, costruisci il sito, stampi i biglietti da visita. Infine depositi il marchio. Tre mesi dopo arriva un’opposizione: un’altra azienda, con un marchio simile registrato prima di te, ti chiede di ritirare tutto.

Non è uno scenario raro. È quello che succede quando si deposita senza aver fatto prima i controlli giusti.

Il problema è questo: l’UIBM (l’ufficio italiano che gestisce i marchi) esamina d’ufficio solo gli impedimenti cosiddetti “assoluti”, cioè marchi descrittivi, generici o contrari alla legge (art. 13-14 C.P.I.). Non controlla se esiste già un marchio anteriore identico o simile al tuo. Quella tutela spetta al titolare del marchio anteriore: se vuole bloccarti, deve presentare un’opposizione entro tre mesi dalla pubblicazione della tua domanda nel Bollettino Ufficiale dei Marchi.

In pratica: la tua domanda può superare l’esame UIBM e venire pubblicata. Ma durante i tre mesi successivi, chiunque abbia un marchio confliggente può opporsi. Se l’opposizione va a buon fine, la tua domanda viene respinta. Le tasse governative pagate? Non vengono rimborsate.

Lo stesso vale per il marchio europeo: l’EUIPO pubblica la domanda, e chiunque abbia un diritto anteriore può fare opposizione entro tre mesi dalla pubblicazione (art. 46 del Regolamento UE sul Marchio 2017/1001, RMUE). I motivi di opposizione relativi — cioè il conflitto con marchi anteriori — sono regolati dall’art. 8 RMUE.

Una ricerca preventiva ti dice in anticipo se questo rischio esiste, prima che tu spenda un euro di tasse.


Cosa verifica la ricerca

Una ricerca di anteriorità professionale non si limita ai marchi identici. Analizza tre livelli:

1. I registri ufficiali
Il registro italiano (UIBM), il registro europeo (EUIPO) e il registro internazionale (WIPO per i marchi Madrid). Comprende sia le registrazioni attive sia le domande in corso: un marchio depositato prima del tuo crea un anteriorità anche se non è ancora stato registrato.

2. La somiglianza tra i segni
Due marchi non devono essere identici per creare un conflitto. Basta che siano abbastanza simili da generare un rischio di confusione nel consumatore medio. La valutazione considera la somiglianza visiva, fonetica e concettuale tra i segni.

3. L’affinità tra i prodotti e i servizi
Un marchio anteriore crea problemi solo se riguarda prodotti o servizi uguali o affini ai tuoi. Per questo la valutazione del rischio dipende anche dalle classi di Nizza scelte: un marchio simile nel settore alimentare non blocca automaticamente la registrazione in quello tecnologico.

Il risultato della ricerca di anteriorità non è una lista di marchi. È un parere scritto: il tuo nome è registrabile, è a rischio, o non è registrabile. Con motivazioni e possibili soluzioni.


Un caso reale

ADILIA e ADIDAS: un nome simile foneticamente, nello stesso settore (abbigliamento e calzature), dove ADIDAS è un marchio notorio e ampiamente registrato. La somiglianza visiva e fonetica è alta, l’affinità merceologica è totale. Un deposito di ADILIA in quel settore avrebbe incontrato un’opposizione certa.

Non serve avere un colosso come controparte. Basta una PMI con un marchio simile nel tuo settore, registrata qualche anno prima di te, per ritrovarsi con la pratica respinta e i soldi delle tasse persi.


Quando conviene farla

Prima di depositare qualsiasi marchio, anche se sei convinto che il nome sia originale. Soprattutto se hai già investito in grafica, sito o comunicazione: più hai speso sul brand, più vale sapere in anticipo se il nome è sicuro.

La ricerca è utile anche se usi già il nome da tempo senza averlo registrato. Se nel frattempo qualcuno ha depositato qualcosa di simile, meglio scoprirlo adesso che al momento del deposito.

Ma la cosa migliore sarebbe quella di effettuare la ricerca ancor prima di spendere soldi in grafica, sito o comunicazione. Hai avuto un’idea del nome da dare a tuo marchio? Facci una ricerca di anteriorità. Saprai se varrà la pena investirci soldi ancor prima di spenderli per la creazione del logo, sito ecc.

Puoi approfondire il tema nel nostro articolo su cosa rischi con un marchio non registrato e su come registrare un marchio.


La ricerca è inclusa nella Registrazione con Garanzia

Se scegli la Registrazione con Garanzia per il marchio italiano, la ricerca di anteriorità è già inclusa. Non è un extra: depositi solo dopo aver avuto conferma che il nome è registrabile.

Puoi richiedere anche la sola ricerca, senza procedere subito al deposito.

Se stai ancora valutando se vale la pena registrare, leggi anche quanto costa registrare un marchio in Italia.


In sintesi

  • La ricerca di anteriorità verifica se esiste già un marchio simile al tuo nei registri ufficiali (italiano, europeo, internazionale).
  • L’UIBM non controlla i conflitti con marchi anteriori: li fa valere solo il titolare, tramite opposizione, entro tre mesi dalla pubblicazione della tua domanda (art. 8 RMUE per il marchio UE; analogamente nel C.P.I. per il marchio italiano).
  • Saltare la ricerca significa rischiare le tasse governative se arriva un’opposizione: quei soldi non si rimborsano.
  • La valutazione considera somiglianza visiva, fonetica, concettuale e affinità tra classi merceologiche, non solo marchi identici.
  • Studio CIS consegna l’esito della ricerca italiana in 24 ore con parere scritto incluso.

Domande frequenti

La ricerca di anteriorità è obbligatoria?

No, non è un obbligo di legge. Ma nessun professionista serio deposita un marchio senza averla fatta. Le tasse governative pagate in caso di pratica respinta non si recuperano: la ricerca preventiva è il modo più semplice per non sprecarle.

Posso fare la ricerca da solo?

Puoi consultare i database pubblici gratuiti: TMview per i marchi europei, il sito UIBM per quelli italiani. Trovare marchi identici è relativamente semplice. La parte difficile è valutare se un marchio simile crea davvero rischio di confusione, tenendo conto delle classi merceologiche e della somiglianza fonetica e visiva. Quella valutazione richiede esperienza specifica nel settore.

Se la ricerca dice che il marchio è libero, la registrazione è garantita?

La ricerca riduce drasticamente il rischio, ma non può escludere i diritti di preuso: marchi usati da tempo senza essere registrati possono dare diritti in certi casi, in particolare se la notorietà è estesa a livello nazionale (art. 12 C.P.I.). I casi a rischio vengono sempre segnalati nel parere.

Quanto tempo ci vuole?

Per la ricerca italiana, ti consegniamo l’esito in 24 ore dal pagamento. Per la ricerca europea i tempi sono qualche giorno in più. In entrambi i casi ricevi un parere scritto, non un semplice estratto dei registri.


Vuoi sapere se il tuo nome è libero?

Chiamaci al 338.1497835 oppure scrivici dalla pagina Contattaci: la consulenza iniziale è gratuita e ti diremo subito come stanno le cose.


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Quanto costa un marchio internazionale? Guida 2026

Quanto costa registrare un marchio internazionale?

Il costo di un marchio internazionale non è fisso. Dipende da quanti paesi vuoi coprire, dal numero di classi merceologiche e dal sistema usato per il deposito.

Non esiste un prezzo standard: ogni caso è diverso. Contattaci al 338.1497835 e ti faremo un preventivo su misura, gratuitamente.


Il marchio italiano (o europeo) non ti protegge fuori dall’UE

Hai registrato il marchio in Italia? Ottimo. Ma quella protezione finisce ai confini italiani.

Hai il marchio europeo? Meglio ancora. Ma si ferma ai confini dell’Unione Europea.

Se vendi negli USA, in Svizzera, in Cina, in Giappone, nel Regno Unito o in qualsiasi altro paese fuori dall’UE, il tuo marchio non è protetto lì. Chiunque potrebbe registrare il tuo stesso nome e usarlo legalmente in quei mercati.

Può sembrare una possibilità remota. Ma è più concreta di quanto pensi: basta che un concorrente locale si accorga del tuo brand (o anche un tuo distributore – capita più spesso di quanto immagini), lo depositi prima di te, e tu non potrai più usare il tuo stesso nome su quel mercato.

Due sistemi per depositare fuori dall’UE

Per proteggere un marchio al di fuori dell’Unione Europea esistono principalmente due strade.

Il Sistema di Madrid (WIPO)

Con un’unica domanda centrale, puoi ottenere protezione in più di cento paesi aderenti al Sistema di Madrid. Depositi una pratica sola e scegli i paesi, pagherai poi le tasse dei singoli paesi separatamente per ciascuno.

È la via più efficiente quando vuoi coprire molti mercati insieme.

Il deposito diretto

In alternativa, è possibile depositare direttamente nell’ufficio marchi di un singolo paese. Questa strada è spesso preferibile per paesi come gli USA, dove le regole di registrazione richiedono competenza specifica e un avvocato iscritto all’albo americano.

Noi lavoriamo con una rete di corrispondenti esteri in tutto il mondo, USA inclusi. Non devi cercare un legale all’estero: gestiamo noi l’intera pratica dall’Italia.

Cosa fa variare il costo

Il totale dipende da tre fattori principali:

  • I paesi scelti: ogni paese ha tasse ufficiali diverse. USA, Cina, Svizzera, Giappone: ciascun mercato ha il suo costo specifico.
  • Il numero di classi merceologiche: più classi, più tasse.
  • Il sistema usato: WIPO ha tasse centralizzate ma aggiunge costi locali quando la domanda arriva al singolo ufficio nazionale. Il deposito diretto ha una struttura di costi propria.

Per conoscere i costi relativi al tuo caso specifico dobbiamo necessariamente farti un preventivo. Contattaci e provvederemo.

Chi ha bisogno di un marchio internazionale?

Non tutte le aziende ne hanno bisogno subito. Ma alcune situazioni la rendono quasi obbligatoria:

  • Sei un venditore Amazon e vuoi espanderti sui marketplace USA, UK o altri extra-UE
  • Esporti i tuoi prodotti fuori dall’Europa
  • Hai accordi con distributori stranieri o vuoi attivarne
  • Stai espandendo il tuo e-commerce verso mercati extra-UE
  • Vuoi prevenire che qualcuno si appropri del tuo nome in un paese dove intendi entrare

In tutti questi casi, aspettare è un rischio. Il marchio lo conquista chi arriva primo.

 

In sintesi

  • Il marchio italiano o europeo non protegge fuori dall’UE: ogni mercato richiede una pratica separata.
  • Ci sono due strade: il Sistema di Madrid (WIPO) per molti paesi con una sola domanda, o il deposito diretto paese per paese.
  • Il costo dipende dai paesi scelti, dalle classi e dal sistema scelto: contattaci per un preventivo su misura.
  • Studio CIS ha corrispondenti esteri in tutto il mondo, USA inclusi: gestiamo tutto dall’Italia.
  • Se esporti, sei su Amazon fuori dall’UE o hai piani di espansione estera, vale la pena valutare questa protezione oggi.

Domande frequenti

Il marchio europeo vale negli USA o nel Regno Unito?
No. Il marchio EUIPO copre i 27 paesi dell’Unione Europea. Stati Uniti e Regno Unito richiedono pratiche separate. Per gli USA si deposita presso la USPTO; per il UK presso l’IPO britannico. Gestiamo entrambi dall’Italia, senza che tu debba cercare un legale estero.

Cos’è il Sistema di Madrid?
È il sistema internazionale gestito dalla WIPO che permette di depositare un’unica domanda per ottenere protezione in più di cento paesi aderenti. È il modo più efficiente per coprire molti mercati in una volta sola. Non tutti i paesi del mondo aderiscono: per quelli esclusi si usa il deposito diretto.

Posso depositare solo in un paese specifico, per esempio in Svizzera?
Sì. Non devi per forza usare il Sistema di Madrid: puoi scegliere un deposito diretto in un singolo paese. La Svizzera, per esempio, non fa parte dell’UE e quindi non è coperta dal marchio europeo. Gestiamo depositi diretti in qualsiasi paese del mondo tramite la nostra rete di corrispondenti.

Quanto tempo ci vuole per registrare un marchio all’estero?
I tempi variano da paese a paese. Negli USA la procedura USPTO richiede tipicamente 1o-18 mesi, salvo opposizioni. In altri paesi può essere più rapido. Ti daremo una stima precisa in base al tuo caso specifico.


Vuoi proteggere il tuo marchio fuori dall’Italia?

La prima consulenza è gratuita.

Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci: ti diremo qual è la strada giusta per i tuoi mercati e quanto costerebbe nel tuo caso specifico.


Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia per il marchio italiano.

Quanto costa registrare un marchio europeo? Guida 2026

Quanto costa registrare un marchio europeo?

Il marchio europeo, detto anche marchio comunitario o marchio EUIPO, ti protegge in tutti i 27 paesi dell’Unione Europea con una sola pratica. Non serve depositare in ogni paese separatamente: una sola domanda, un’unica procedura, protezione ovunque nell’UE.

Il costo dipende dal numero di classi merceologiche e dai servizi inclusi. Per una cifra precisa sul tuo caso, la prima consulenza è gratuita: contattaci al 338.1497835 e ti diremo tutto.


Il tuo marchio finisce ai confini italiani?

Se vendi su Amazon in tutta Europa, se esporti in Germania o in Francia, se stai per aprire un e-commerce internazionale, allora la risposta è no.

E se la risposta è no, il marchio italiano non ti basta.

Una pratica, 27 paesi

Il marchio europeo si deposita presso l’EUIPO, l’ufficio europeo con sede ad Alicante, in Spagna. Una sola domanda copre tutta l’Unione Europea: Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia, e tutti gli altri 22 paesi UE.

È la scelta logica quando il tuo mercato va oltre il confine nazionale.

Cosa include il costo

Il costo totale si compone di due parti:

  • Le tasse EUIPO, che variano in base al numero di classi merceologiche depositate. così suddivise:
    • (850€ per la prima classe di prodotti e servizi;
    • 50€ per l’eventuale seconda classe aggiuntiva;
    • 150€ per ciascun’altra eventuale classe aggiuntiva).
  • Gli onorari professionali per la gestione della pratica (da 500€ a 750€ + IVA, a seconda che si scelga o meno la formula “marchio registrato o rimborsati).

A queste si aggiunge, se non l’hai ancora fatta, la ricerca di anteriorità europea: un controllo approfondito del database EUIPO per verificare che non esistano marchi identici o confondibili con il tuo. Se salti questo passaggio e la pratica viene respinta, le tasse non ti verranno restituite.

Per la cifra esatta nella tua situazione, contattaci: ti facciamo un preventivo gratuito e dettagliato.

Ad ogni modo

Quando conviene scegliere il marchio europeo?

Conviene se:

  • Vendi in almeno due o tre paesi europei, o hai piani concreti di farlo
  • Sei un venditore Amazon FBA paneuropeo e vuoi proteggere le tue listing su tutti i marketplace europei tramite il Brand Registry
  • Il tuo modello di business è basato sull’export
  • Vuoi evitare che un concorrente tedesco, francese o spagnolo usi il tuo stesso nome

Invece non conviene, almeno per ora, se vendi solo in Italia e non hai piani di espansione estera nel breve periodo. In quel caso il marchio italiano ti protegge già su tutto il territorio nazionale e costa meno.

Marchio italiano o europeo: qual è la strada giusta?

La risposta dipende dal tuo mercato attuale e dai tuoi piani nei prossimi due o tre anni.

Molti imprenditori iniziano con il marchio italiano. Costa meno, protegge subito, e potranno aggiungere il comunitario quando il business si espande. Altri, soprattutto chi esporta o vende online su più mercati, preferiscono partire direttamente con il comunitario: una pratica sola invece di tante.

Non c’è una risposta universale. C’è la risposta giusta per la tua situazione specifica.

Se vuoi capire come registrare un marchio e quale percorso fa al caso tuo, noi gestiamo marchi italiani e comunitari dal 2001. Chiamaci al 338 1497835, bastano dieci minuti di telefonata.

 

In sintesi

  • Il marchio europeo (EUIPO) ti protegge in tutti i 27 paesi UE con una sola pratica, senza dover depositare in ogni singolo paese.
  • Prima di depositare è fondamentale una ricerca di anteriorità europea: se c’è un conflitto e la pratica viene respinta, le tasse non si recuperano.
  • Il costo dipende dal numero di classi merceologiche e dai servizi inclusi: contattaci per un preventivo gratuito.
  • Conviene soprattutto se vendi in più paesi europei, sei su Amazon FBA paneuropeo o esporti.
  • Se vendi solo in Italia il marchio italiano può bastare, e potrai sempre aggiungere il comunitario in seguito.

Domande frequenti

Il marchio europeo vale anche nel Regno Unito?
No. Dopo la Brexit il marchio EUIPO non ha effetto nel territorio britannico. Chi vuole protezione anche nel mercato UK deve depositare un marchio separato presso l’IPO britannico. Noi gestiamo anche questi depositi direttamente dall’Italia, senza che tu debba cercare un legale estero.

Se registro il marchio europeo, copre anche l’Italia?
Sì. Il marchio comunitario include tutti i paesi UE, Italia compresa. Se depositi il comunitario, hai già protezione completa sul territorio nazionale: non serve registrare anche quello italiano.

Posso depositare il marchio europeo da solo?
Puoi farlo direttamente sul sito EUIPO. Il rischio è che se la pratica viene respinta per un conflitto con un marchio esistente, perdi le tasse d’iscrizione. Gestire correttamente la ricerca di anteriorità e la classificazione delle classi riduce drasticamente questo rischio. Quasi sempre il costo di una pratica sbagliata supera il risparmio del fai-da-te. Se vuoi capire i rischi, leggi anche cosa succede quando si registra un marchio da soli.

Quanto tempo ci vuole per registrare il marchio europeo?
La procedura EUIPO dura in media 6 mesi. Se qualcuno presenta opposizione, i tempi si allungano in modo significativo.


Vuoi proteggere il tuo marchio in Europa?

La prima consulenza è gratuita.

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Marchio non registrato: rischi reali e come tutelarti

Marchio non registrato: rischi reali e come tutelarti

Un marchio non registrato ti dà una tutela debole e incerta. Se qualcun altro lo deposita, di regola otterrà il diritto esclusivo sul nome. Vero, la legge in qualche misura tutela anche te che lo usavi prima (il “preuso”, art. 9 del Codice della Proprietà Industriale), ma la misura di questa copertura dipende da quanto era conosciuto il tuo marchio: spesso solo a livello locale. La registrazione del marchio resta l’unico modo per avere una protezione piena, su tutta Italia.


Usi un marchio, ma non lo hai registrato. Cosa rischi?

Molti imprenditori ci contattano quando sono a questo punto: hanno il nome, il logo, il sito. Stanno vendendo. E pensano che, siccome usano quel marchio da anni, sia in qualche modo “loro”.

Non funziona così.

In Italia, di regola, il diritto esclusivo su un marchio spetta a chi lo registra per primo, non a chi lo usa per primo. Come già detto, un’eccezione esiste: il preuso.  Ma ha dei limiti ben precisi. Vediamoli.

Se domani mattina qualcuno deposita all’UIBM il tuo stesso marchio, quella persona acquisisce un diritto che può usare contro di te. Può mandarti una diffida e chiederti di smettere di usare il nome che hai costruito in anni di lavoro.

Puoi difenderti? Sì. Ma è una battaglia legale lunga, cara e dall’esito incerto.

Il diritto di preuso: quando aiuta e quando no

La legge italiana (art. 9 del Codice della Proprietà Industriale) tutela chi usava un marchio prima che un altro lo registrasse. Ma cosa ottieni dipende da quanto il tuo marchio era già conosciuto. Cambia tutto.

Se il tuo marchio era noto solo a livello locale (una città, una provincia): chi registra per primo ottiene comunque il diritto esclusivo su tutta Italia. Tu potrai continuare a usarlo, ma solo dove eri già conosciuto prima. Non ti possono bloccare, però non potrai nemmeno crescere oltre quella zona.

Se il tuo marchio era noto a livello nazionale (diffuso su quasi tutta Italia prima del deposito altrui): la registrazione di chi arriva dopo manca del requisito della novità. Potrai chiederne la nullità e continuare a usare il tuo marchio in esclusiva.

La maggior parte delle piccole attività rientra nel primo caso, quello locale. La tutela c’è, ma è una gabbia: resti confinato dove sei sempre stato, mentre chi ha registrato può espandersi ovunque.

E poi c’è la prova. Per far valere il preuso devi dimostrarlo: fatture con quel nome, materiali pubblicitari datati, articoli di stampa, corrispondenza con i clienti. Deve emergere un uso continuativo nel tempo. Non sempre è facile. E comunque si tratterà di una lunga e costosa battaglia legale, cosa che poteva essere assolutamente evitata registrando il marchio.

Un caso che fa capire

Immagina di aprire un’attività nel 2021 con un nome originale. Sito, social, clienti soddisfatti, buone recensioni.

Nel 2024 qualcuno deposita quel nome come marchio registrato nella tua stessa categoria merceologica.

Adesso sei tu nella posizione di doverti difendere. Devi raccogliere tutte le prove di uso precedente, trovare un avvocato, aprire una procedura di nullità. Nel frattempo, quello ha già il marchio registrato e tutti i diritti che ne derivano.

Il rischio cresce con il successo

C’è un paradosso in tutto questo.

Finché sei piccolo, il tuo nome non interessa a nessuno. Ma quando cresci, quando il tuo brand diventa riconoscibile, quando inizi a fare numeri veri, il tuo nome acquista valore.

Ed è esattamente in quel momento che qualcuno potrebbe notarlo. E depositarlo.

Il danno non è solo legale. È pratico: cambiare nome quando hai già clienti, un sito posizionato, una reputazione costruita, costa molto di più di una registrazione fatta all’inizio.

Il preuso è una difesa d’emergenza, non una strategia

Pensa al preuso come a una cintura di sicurezza difettosa che non si aggancia bene. Meglio dell’assenza totale, ma non ci davvero contare.

La strategia vera è un’altra: sapere prima se il nome è libero, depositarlo subito, e dormire sonni tranquilli.

La prima cosa da fare è una ricerca di anteriorità: controlla se il nome che usi è già stato depositato da qualcun altro. Se non lo è, hai ancora tempo.

Per capire come funziona il processo di registrazione, leggi la nostra guida su come registrare un marchio. Se hai pensato di farlo da solo, prima leggi anche registrare un marchio da soli: i rischi che nessuno ti dice.


In sintesi

  • Di regola in Italia conta chi deposita per primo, non chi usa per primo (art. 9 C.P.I.).
  • Col preuso locale puoi solo continuare nella tua zona, senza crescere; solo un preuso noto in tutta Italia può far annullare la registrazione altrui.
  • Più il tuo brand cresce, più diventa un bersaglio appetibile per chi vuole registrarlo.
  • La ricerca di anteriorità ti dice subito se qualcuno ha già depositato il tuo nome.
  • Registrare il marchio è l’unico modo per avere una protezione solida e difendibile in giudizio.

Domande frequenti

Posso usare un marchio senza averlo registrato?
Sì, nessuna legge ti obbliga a registrarlo per poterlo usare. Ma senza registrazione non hai tutela certa: chiunque può depositare quel nome prima di te e poi chiederti di smettere di usarlo.

Cos’è il diritto di preuso e cosa mi garantisce?
Il preuso (art. 9 C.P.I.) è la tutela di chi usava un marchio prima che altri lo depositassero. Devi dimostrare un uso continuativo e documentato. Cosa ottieni dipende da quanto eri conosciuto: se solo a livello locale, puoi continuare a usarlo soltanto in quella zona; se eri noto in tutta Italia, puoi perfino far annullare il marchio registrato dopo il tuo.

Se il mio marchio viene depositato da qualcun altro, cosa posso fare?
Puoi presentare opposizione entro 3 mesi dalla pubblicazione della domanda di registrazione, oppure chiedere la nullità del marchio già registrato dimostrando il preuso. Entrambe le strade richiedono un legale specializzato e prove solide.

Quanto costa registrare il marchio per stare al sicuro?
Trovi tutti i dettagli nella nostra pagina sui costi di registrazione marchio. Il pacchetto che include anche la ricerca di anteriorità è la Registrazione con Garanzia: sai subito se il marchio è registrabile, e se non va a buon fine ti restituiamo la parcella.


Contattaci: valutiamo la tua situazione

Se stai usando un marchio non registrato e vuoi capire se sei a rischio, non aspettare.

Chiamaci al 338.1497835 oppure scrivici dalla pagina Contattaci. La consulenza iniziale è gratuita: ti diciamo subito come stai messo e cosa conviene fare.

Se vuoi la massima sicurezza, scopri la Registrazione con Garanzia: deposito + ricerca di anteriorità inclusa, con Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.


Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Classi di Nizza: cosa sono e come sceglierle

Le classi di Nizza sono le 45 categorie in cui si dividono prodotti e servizi per registrare un marchio. Le classi dalla 1 alla 34 riguardano i prodotti, dalla 35 alla 45 i servizi. Quando registri un marchio, scegli le classi che corrispondono a cosa vendi o offri. Sceglierle bene è decisivo: troppo poche e lasci scoperta una parte della tua attività, mentre se ne scegli troppe pagherai di più senza motivo.

Trova la tua classe con la bussola

Prima di depositare devi sapere in quali delle 45 classi di Nizza rientra la tua attività. Scrivi cosa produci o che servizio offri: la bussola ti indica le classi giuste e l’effetto sulle tasse.

Cosa sono, in parole semplici

Un marchio non si registra «per tutto». Si registra per le categorie di prodotti e servizi in cui lo usi. Per mettere ordine in questa enorme varietà di attività, esiste un sistema internazionale chiamato Classificazione di Nizza, che raggruppa il tutto in 45 classi. Lo usano l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, l’ufficio europeo (EUIPO) e quello internazionale (WIPO): è lo stesso linguaggio in tutto il mondo.

Esempi per capirci:

  • Classe 25: abbigliamento e calzature
  • Classe 3: cosmetici e profumi
  • Classe 30: caffè, dolci, prodotti da forno
  • Classe 9: software, app, dispositivi elettronici
  • Classe 41: formazione, corsi, intrattenimento
  • Classe 43: ristoranti e servizi di ristorazione

L’errore che lascia il marchio scoperto

La scelta delle classi è il punto in cui sbaglia chi registra da solo. Due errori, opposti, però costano entrambi.

Scegliere troppo poche classi significa proteggere solo una parte di quello che fai. Registri il nome per l’abbigliamento (classe 25) ma vendi anche profumi (classe 3): sui profumi non sei coperto, e qualcuno potrà usare il tuo stesso nome lì.

Scegliere troppe classi significa pagare tasse per categorie che non usi. E c’è un rischio in più: un marchio va usato davvero. Se lo registri in classi in cui non operi, dopo cinque anni quel marchio potrebbe essere contestato e revocato per mancato uso. Vale sia in Italia sia nell’Unione Europea.

La classe giusta non è «il più possibile». È esattamente dove operi oggi, più dove hai intenzione concreta di andare.

Il caso della classe 35 (vendita ed e-commerce)

Una confusione frequente: «vendo online, quindi mi serve la classe 35». Non sempre. La classe 35 riguarda i servizi di vendita al dettaglio per conto terzi, la pubblicità, la gestione commerciale. Se vendi i tuoi prodotti, di solito ti servono le classi dei prodotti, non per forza la 35. Se invece offri una piattaforma o un servizio di vendita per altri, allora sì. È il tipo di distinzione che conviene fare con chi se ne occupa tutti i giorni.

Quanto costa registrare più classi

La prima classe è inclusa nel prezzo della pratica. Ogni classe aggiuntiva ha un costo extra: con noi sono 34 euro in più a classe (è il solo costo delle tasse di deposito). Quindi conviene sceglierle con criterio: non risparmiare lasciando buchi, ma nemmeno gonfiare la lista per «sicurezza».

Come le scegliamo insieme

Prima di depositare, guardiamo cosa vendi oggi e dove vuoi arrivare, e individuiamo le classi che ti copriranno davvero. Senza buchi e senza spese inutili. È una parte del lavoro che fa la differenza tra un marchio che ti protegge e uno che lo fa solo sulla carta.

In sintesi

  • Le classi di Nizza sono 45: dalla 1 alla 34 i prodotti, dalla 35 alla 45 i servizi
  • Registri il marchio nelle classi dove operi davvero
  • Troppo poche classi: resti scoperto. Troppe: paghi di più e rischi contestazioni per non uso
  • Vendere online non significa automaticamente classe 35
  • Prima classe inclusa, ogni classe in più costa 34 euro

Domande frequenti

Quante classi devo registrare?

Quelle in cui usi (o userai a breve) il marchio. Non esiste un numero giusto in assoluto: dipende dalla tua attività. L’importante è coprire tutto ciò che fai, senza aggiungere classi (e costi) inutili.

Posso aggiungere una classe dopo aver registrato?

Non è possibile aggiungere classi a una registrazione già fatta: per coprire una nuova classe bisognerà necessariamente presentare una nuova domanda. Per questo conviene ragionarci bene prima, anche su dove vuoi arrivare.

Dove trovo l’elenco completo delle classi?

Lo trovi nella nostra pagina dedicata con tutte le 45 categorie. Se non sei sicuro di quali fanno al caso tuo, contattaci: ti diremo in quali rientra la tua attività.

Non sai in quali classi registrare?

Raccontaci cosa vendi e ti diremo quali classi ti coprono davvero, senza buchi e senza spese inutili. Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci. La consulenza iniziale è gratuita.


A cura di Cosimo Malagrinò. Studio CIS si occupa di registrazione marchi dal 2001. Oltre 800 marchi registrati per imprenditori e aziende italiane. Garanzia Marchio Registrato o Rimborsati se scegli la Registrazione con Garanzia.

Marchio per Amazon: come accedere al Brand Registry

Per iscriverti al Brand Registry di Amazon ti serve un marchio, intestato a te. E qui c’è la buona notizia: non devi aspettare i mesi della registrazione definitiva. Amazon accetta anche una domanda di marchio appena depositata. Quindi puoi depositare oggi e accedere al Brand Registry mentre la pratica è ancora in corso. Se vendi solo in Italia ti basta un marchio italiano. Se vendi in più paesi europei, conviene il marchio europeo: una sola registrazione copre 27 paesi.

Cos’è il Brand Registry e perché ti serve

Il Brand Registry è il programma di Amazon riservato a chi possiede un marchio. Iscriverti ti dà tre vantaggi concreti:

  • Protezione del brand: strumenti per segnalare e far rimuovere chi vende falsi o usa il tuo nome senza permesso.
  • Controllo delle tue schede: decidi tu come appaiono titoli, immagini e descrizioni dei tuoi prodotti, e blocchi le modifiche non autorizzate.
  • Strumenti di marketing avanzati: contenuti A+, Vetrina (Store) e campagne riservate ai brand registrati.

In pratica, senza Brand Registry sei un venditore qualunque. Con il Brand Registry sei il proprietario riconosciuto del tuo marchio, e Amazon ti tratta di conseguenza.

Cosa serve esattamente

Ad Amazon basta una di queste due cose:

  • un marchio registrato attivo, oppure
  • una domanda di marchio già depositata presso un ufficio ufficiale (come l’UIBM in Italia o l’EUIPO per il marchio europeo).

Il marchio deve essere testuale (il nome) oppure un logo che contiene parole, lettere o numeri. Un logo puramente grafico, senza testo, non basta. E il nome del brand deve corrispondere esattamente al marchio.

Una nota utile: girano programmi come l'”IP Accelerator” di Amazon, presentati come scorciatoia. Non sono obbligatori, e spesso non convengono. Una normale domanda di marchio depositata è già sufficiente per accedere.

Marchio italiano o europeo per Amazon?

Dipende da dove vendi.

  • Vendi solo in Italia: il marchio italiano è sufficiente per il Brand Registry su Amazon.it.
  • Vendi in più paesi UE (o usi la logistica paneuropea): conviene il marchio europeo. Con una sola pratica proteggi il brand in 27 paesi e copri il Brand Registry su tutti i marketplace europei di Amazon. Per chi fa FBA paneuropeo è la scelta naturale.

Sbagliare qui costa: registrare solo il marchio italiano e poi accorgersi di vendere in Germania e Francia significa dover rifare il lavoro. Meglio decidere prima, in base a dove vuoi arrivare.

Il vantaggio dei tempi

Questo è il punto che pochi venditori conoscono. La registrazione definitiva di un marchio richiede mesi (in Italia 7-8). Ma per il Brand Registry non devi aspettare: appena depositiamo la domanda, hai già il riferimento che serve ad Amazon per iscriverti. In più, sei protetto legalmente fin dalla data di deposito. Prima parti, prima sei dentro.

Come ti seguiamo noi

Partiamo dalla cosa giusta: verifichiamo che il tuo nome sia libero, scegliamo se conviene il marchio italiano o europeo in base ai tuoi mercati, e depositiamo la domanda così puoi accedere ad Amazon senza attese. Tu pensi a vendere, alla pratica pensiamo noi.

In sintesi

  • Per il Brand Registry serve un marchio registrato oppure anche solo depositato
  • Non devi aspettare la registrazione: con la domanda depositata accedi subito
  • Vendi solo in Italia: basta il marchio italiano. Vendi in UE: meglio l’europeo (27 paesi)
  • Va bene il nome (denominativo) o un logo con testo, non un logo puramente grafico
  • Sei protetto dalla data di deposito: muoviti con anticipo

Domande frequenti

Basta una domanda di marchio depositata per il Brand Registry?

Sì. Amazon accetta sia un marchio già registrato, sia una domanda depositata presso un ufficio ufficiale come UIBM o EUIPO. Non devi aspettare la registrazione definitiva per iscriverti.

Marchio italiano o europeo per vendere su Amazon?

Italiano se vendi solo in Italia, europeo se vendi o pensi di vendere in più paesi UE. L’europeo copre 27 paesi con una sola registrazione.

Un logo senza scritte va bene per Amazon?

No. Il marchio deve contenere testo: il nome da solo, oppure un logo con parole, lettere o numeri. Un logo puramente grafico non è accettato per il Brand Registry.

Vendi (o vuoi vendere) su Amazon?

Dicci dove vendi e ti diremo quale marchio ti serve per il Brand Registry, italiano o europeo, e come accedere senza aspettare. Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci. La consulenza iniziale è gratuita.

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Differenza tra marchio e logo

Il logo e il marchio non sono la stessa cosa. Il logo è il disegno: la parte grafica con cui ti presenti, fatta da un grafico. Il marchio è la tutela legale di un segno distintivo, che può essere il nome, il logo, o il nome e il logo insieme. In una frase: il logo è grafica, il marchio è il diritto di usarlo in esclusiva e di difenderlo da chi lo copia.

Perché la confusione costa

Tanti pensano: “ho fatto il logo dal grafico, quindi il mio brand è protetto”. Non è così. Quel logo è un file. E’ bello ed è senz’altro tuo, ma senza registrazione resta solo un’immagine: se domani qualcuno usasse un nome o un disegno simile al tuo, avrai poche armi per fermarlo.

La protezione non nasce automaticamente quando crei il logo. Nasce quando lo registri come marchio. È quello il passaggio che trasforma un disegno in un diritto.

Cosa puoi registrare come marchio

Hai tre possibilità, e scegliere quella giusta cambia molto:

  • Solo il nome (marchio denominativo). Protegge il nome in sé, scritto in qualsiasi font o colore. È spesso la scelta più forte: se cambi grafica, il marchio resta valido, perché tuteli la parola, non il suo aspetto.
  • Solo il logo (marchio figurativo). Protegge quella specifica forma grafica. Utile quando la parte visiva rappresenta il cuore del brand, ma è più fragile se un domani farai un restyling del logo.
  • Nome e logo insieme (marchio complesso). Protegge l’insieme così com’è. Sembra la scelta più completa, ma in realtà è più “stretta”: tuteli quella combinazione precisa, non il nome da solo.

Un esempio pratico

Immagina di chiamarti “Verde Mela” con un logo a forma di mela stilizzata.

Se registri solo il nome, nessuno potrà vendere prodotti simili chiamandoli “Verde Mela”, in qualunque modo lo scriva. Se registri solo il logo, proteggi la mela stilizzata ma non il nome “Verde mela”. Capisci che, nella maggior parte dei casi, partire dal nome ti darà la protezione più vasta.

Quindi, cosa conviene registrare?

Dipende dal tuo brand, ma la regola pratica è semplice: se il tuo nome è importante (e quasi sempre lo è), parti da quello. Il logo lo puoi aggiungere, e in molti casi conviene tutelare entrambi con due registrazioni separate, così copri sia la parola sia il segno grafico. Qual è la combinazione giusta per te dipende da come sei fatto: parliamone prima di depositare.

In sintesi

  • Il logo è il disegno, il marchio è la tutela legale che lo rende tuo in esclusiva
  • Un logo non registrato è solo un’immagine: non ti protegge
  • Puoi registrare il nome, il logo, o entrambi
  • Registrare il nome è spesso la protezione più larga: resta valida anche se cambi grafica
  • Per coprire tutto, nome e logo si registrano meglio separatamente

Domande frequenti

Devo registrare il nome e il logo separatamente?

Spesso è la scelta migliore: con due registrazioni proteggi sia la parola sia il segno grafico, in modo indipendente. Così se cambi il logo, il nome resta tutelato lo stesso.

Se cambio logo, il mio marchio resta valido?

Se hai registrato il nome (marchio denominativo), sì: la tutela riguarda la parola, non la grafica. Se invece avevi registrato solo il logo, il nuovo disegno andrà registrato di nuovo.

Il grafico che ha creato il logo ne detiene i diritti?

È un punto delicato e spesso trascurato: senza un passaggio scritto dei diritti, l’autore del logo può vantare diritti sulla grafica. Quando registri il marchio, vale la pena sistemare anche questo. Se hai dubbi, contattaci.

Non sai se registrare il nome, il logo o entrambi?

Raccontaci com’è fatto il tuo brand e ti diremo qual è la protezione giusta per il tuo caso. Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci. La consulenza iniziale è gratuita.

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Differenza tra marchio e brevetto

Marchio e brevetto proteggono due cose diverse. Il marchio tutela il segno con cui ti fai riconoscere sul mercato: il nome, il logo, a volte uno slogan. Il brevetto tutela un’invenzione tecnica: un prodotto o un procedimento nuovo che risolve un problema in modo originale. In una frase: il marchio protegge come ti chiami, il brevetto protegge cosa hai inventato.

La confusione nasce qui

Tanti imprenditori usano le due parole come sinonimi. “Devo brevettare il nome”, “ho il marchio sull’invenzione”. Sono frasi sbagliate, e l’errore può costare, perché ti fa proteggere la cosa sbagliata.

Facciamo chiarezza con un esempio. Immagina di aver creato una nuova bicicletta pieghevole con un meccanismo originale, e di venderla con un nome e un logo tuoi.

  • Il meccanismo che la fa piegare in modo nuovo? Quello è materia da brevetto.
  • Il nome e il logo con cui la vendi? Quelli sono materia da marchio.

Sono due tutele separate, che spesso convivono. La bici di prima può avere il brevetto sul meccanismo e il marchio sul nome. Una non sostituisce l’altra.

Cosa protegge il marchio

Il marchio protegge il tuo segno distintivo: nessun altro può usare quel nome o quel logo, o qualcosa di confondibile, nel tuo settore. Dura 10 anni ed è rinnovabile all’infinito. È quello che ti serve per difendere il brand: il nome dell’azienda, del prodotto, della linea.

Cosa protegge il brevetto

Il brevetto protegge un’invenzione tecnica nuova. Ti dà l’esclusiva di sfruttarla per un periodo limitato (di norma 20 anni per le invenzioni), dopo di che diventa di dominio pubblico. Serve a chi ha inventato qualcosa di tecnico, non a chi vuole proteggere un nome.

Quale ti serve?

Se vuoi proteggere come ti chiami sul mercato, il nome o il logo del tuo brand, ti serve la registrazione del marchio. È il caso della grande maggioranza delle aziende.

Se hai inventato qualcosa di tecnicamente nuovo e vuoi impedire che altri lo copino, allora entri nel mondo dei brevetti, che è un percorso diverso e più complesso.

In sintesi

  • Il marchio protegge nome e logo, il brevetto protegge un’invenzione tecnica
  • Le due tutele sono separate e possono convivere sullo stesso prodotto
  • Il marchio dura 10 anni rinnovabili, il brevetto ha durata limitata
  • Per difendere il brand serve il marchio, non il brevetto

Domande frequenti

Posso brevettare il nome della mia azienda?

No, il nome non si brevetta: si registra come marchio. Il brevetto riguarda le invenzioni tecniche, non i nomi.

Ho inventato un prodotto con un nome nuovo. Mi serve marchio o brevetto?

Probabilmente entrambi, ma per cose diverse: il marchio per il nome, il brevetto per l’eventuale parte tecnica innovativa. Vale la pena parlarne per capire cosa proteggere e in che ordine.

Studio CIS si occupa anche di brevetti?

La nostra specialità è la registrazione dei marchi, in Italia e all’estero, ma possiamo aiutarti anche in caso di brevetto.

Non sei sicuro di cosa ti serve?

Raccontaci cosa vuoi proteggere e ti diremo se è materia da marchio o da brevetto. Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci. La prima consulenza è gratuita.

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Il simbolo ® del marchio registrato

Il simbolo ® indica che un marchio è registrato ufficialmente. Puoi usarlo solo dopo che la registrazione è stata concessa, non prima. Usarlo su un marchio non ancora registrato è scorretto e in alcuni paesi è anche sanzionabile. Il simbolo ™, invece, segnala che rivendichi un nome come marchio anche senza registrazione, ma offre una tutela molto debole.

® e ™: non sono la stessa cosa

Li vedi spesso e sembrano intercambiabili. Non lo sono.

® sta per “registered”. Significa: questo marchio è registrato, ho il certificato, e chi lo copia ne risponde. Puoi metterlo solo quando la registrazione è effettiva.

sta per “trademark”. Significa: sto usando questo segno come marchio e ne rivendico l’uso. Lo puoi mettere anche su un marchio non ancora registrato. Ma devi sapere che la protezione di un marchio non registrato è molto fragile: dimostrare i tuoi diritti diventa lungo, costoso e incerto.

La differenza pratica è semplice. Con la ® hai un documento che certifica che quel marchio appartiene a te. Con la ™ hai una rivendicazione che devi dimostrare ogni volta.

Quando puoi mettere la ® sul tuo marchio

Solo dopo la registrazione concessa dall’UIBM (o dall’ufficio competente per marchi europei e internazionali). Non dalla data di deposito, ma da quella di registrazione effettiva.

Nel frattempo, tra deposito e registrazione, sei comunque protetto dalla data di deposito. Ma la ® la aspetti: metterla prima è un’informazione falsa verso i clienti e i concorrenti.

Come si scrive il simbolo ®

  • Windows: tieni premuto ALT e digita 0174 sul tastierino numerico
  • Mac: premi Option + R
  • Smartphone: lo trovi tra i simboli speciali della tastiera, oppure scrivi (r) e l’autocorrettore spesso lo converte
  • Word: scrivi (r) e si trasforma da solo, oppure Inserisci, Simbolo

In sintesi

  • ® = marchio registrato, si usa solo dopo la registrazione concessa
  • ™ = marchio rivendicato, usabile subito ma con tutela debole
  • Tra deposito e registrazione sei protetto, ma per la ® aspetti
  • Su Windows: ALT + 0174. Su Mac: Option + R

Domande frequenti

Posso usare la ® appena deposito il marchio?

No. La ® spetta solo dopo la registrazione effettiva. Dal deposito alla registrazione passano oggi 7-8 mesi, e in quel periodo sei protetto ma non puoi ancora usare il simbolo.

Usare la ™ mi protegge legalmente?

Ti permette di segnalare che rivendichi il marchio, ma senza registrazione la tutela è molto limitata. La vera protezione arriva con la registrazione e la ®.

È obbligatorio mettere la ®?

No, non è obbligatorio. Ma è un segnale forte: dice a concorrenti e clienti che il marchio è tuo e tutelato.

Vuoi poter usare la ® sul tuo marchio?

Il primo passo è registrarlo. Chiamaci al 338.1497835 o scrivici dalla pagina Contattaci per sapere se il tuo nome è libero. La consulenza iniziale è gratuita.

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