Informativa privacy per chi riceve una nostra email

Questa pagina riguarda le persone e gli studi a cui scriviamo senza che ci abbiano contattati prima. Spiega da dove abbiamo preso i dati, cosa ce ne facciamo e come si fa a dirci di smettere. È l’informativa prevista dall’articolo 14 del Regolamento europeo 2016/679.

In tre righe

I suoi dati di contatto di lavoro li abbiamo raccolti da fonti pubbliche: il sito dello studio, gli albi professionali, le schede delle attività online. Li usiamo per scriverle a proposito di marchi, che è il nostro mestiere. Se ci dice che non le interessa, smettiamo e non le scriviamo più.

1. Chi tratta i suoi dati

Il titolare del trattamento è CIS di Malagrinò Cosimo Antonio (Studio CIS), Via Don Milani 27, 87064 Corigliano-Rossano (CS), P. IVA 02578550788.

Per parlare con noi di questa informativa, o per esercitare uno dei diritti elencati più sotto:

  • se le abbiamo scritto noi, risponda a quella email: è la strada più breve e la leggiamo;
  • telefono: 338.1497835
  • modulo di contatto: studiocis.eu/contattaci
  • posta: Via Don Milani 27, 87064 Corigliano-Rossano (CS).

Non abbiamo nominato un responsabile della protezione dei dati: non rientriamo nei casi in cui il Regolamento lo richiede.

2. Quali dati trattiamo

Solo dati di contatto professionali, cioè quelli che riguardano il suo ruolo e non la sua vita privata: nome e cognome, ruolo, nome dello studio o dell’azienda, indirizzo email di lavoro, telefono di lavoro, città, sito web.

A questi affianchiamo, quando serve, quello che risulta nei registri pubblici dei marchi a proposito del nome dello studio o dell’azienda.

Non trattiamo nessuna delle categorie particolari di dati previste dall’articolo 9 del Regolamento, e non contattiamo privati consumatori.

3. Da dove vengono

Non li abbiamo ricevuti da lei. Vengono da fonti pubbliche e accessibili a chiunque:

  • il sito web dello studio o dell’azienda;
  • gli albi e gli elenchi professionali consultabili online;
  • le schede pubbliche delle attività su mappe e directory;
  • i registri pubblici dei marchi (UIBM, EUIPO), solo per la verifica sul nome.

Quando dal sito si ricava il dominio ma non l’indirizzo, ci appoggiamo a servizi che individuano e verificano gli indirizzi email aziendali partendo da quel dominio. Se vuole sapere da quale di queste fonti viene esattamente il suo indirizzo, ce lo chieda e glielo diciamo.

4. Perché le scriviamo

Ci occupiamo di registrazione e tutela dei marchi, e ci rivolgiamo a chi lavora con imprese che scelgono un nome nuovo: studi grafici, agenzie, commercialisti.

Le finalità sono due, e sono tutte qui:

  • proporle una collaborazione sui nomi che consegna ai suoi clienti;
  • proporle i nostri servizi di ricerca, registrazione, rinnovo e tutela del marchio, quando quello che risulta dai registri sul nome del suo studio li rende pertinenti.

Se ci risponde, trattiamo i dati anche per gestire la corrispondenza che ne segue. Se non risponde, il seguito è quello descritto al punto 6.

5. Su quale base giuridica

Il trattamento si fonda sul legittimo interesse (articolo 6, paragrafo 1, lettera f del Regolamento): il nostro interesse a far conoscere i nostri servizi a operatori professionali il cui lavoro incrocia il nostro.

Prima di appoggiarci a questa base abbiamo confrontato quell’interesse con i suoi diritti. Le ragioni per cui riteniamo che non prevalga sui suoi sono queste, e sono anche i limiti che ci siamo dati:

  • trattiamo solo dati professionali, raccolti da fonti pubbliche, riferiti al ruolo e non alla persona privata;
  • il messaggio è pertinente all’attività che svolge, non una proposta generica;
  • gli indirizzi vengono dalle fonti indicate al punto 3, e la prima scrematura la fanno programmi, anche di fornitori terzi, su criteri decisi da noi: il settore che incrocia il nostro, le città che seguiamo, un solo contatto per ogni studio, nessuna casella personale. Quello che ne esce è un elenco di candidati, non una lista di invio: a chi scrivere lo decide una persona. Non compriamo elenchi, non scriviamo a tutti quelli che troviamo e non mandiamo più di una decina di messaggi al giorno;
  • dagli albi e dagli elenchi professionali prendiamo solo i dati di contatto: dove l’albo espone anche il codice fiscale e la data di nascita, non li estraiamo;
  • le diciamo subito chi siamo e da dove vengono i suoi dati;
  • basta una riga per farci smettere, e smettiamo;
  • non cediamo i dati a nessuno.

6. Per quanto tempo li teniamo

  • Se non risponde: conserviamo i dati di contatto finché la proposta ha ancora senso, cioè finché lei fa quel lavoro e noi facciamo il nostro. Non abbiamo fissato un numero di mesi perché sarebbe finto: quello che facciamo davvero è togliere i contatti quando non hanno più ragione di stare lì. In qualsiasi momento può chiederci di cancellarli, e li cancelliamo.
  • Se ci dice di non scriverle più: teniamo il suo indirizzo in un elenco di esclusione, e serve esattamente a quello. È l’unico modo che abbiamo per non ricontattarla per sbaglio più avanti, magari partendo da un altro elenco pubblico.
  • Se nasce un rapporto professionale: i dati entrano nel fascicolo del cliente e si conservano per il tempo previsto dagli obblighi di legge, contabili e fiscali.

7. Chi altro li vede

Nessuno, se non chi ci fornisce gli strumenti con cui lavoriamo, e solo per farli funzionare. Sono queste le categorie:

  • fornitori di posta elettronica e di hosting;
  • strumenti di ricerca e verifica dei contatti professionali;
  • strumenti di invio e di gestione dei contatti;
  • consulenti amministrativi e fiscali, se diventa cliente.

Gli strumenti con cui mandiamo le email e teniamo i contatti li trattano per nostro conto e su nostre istruzioni, come responsabili del trattamento: è quello che prevedono i contratti che abbiamo con loro. I fornitori di hosting e di posta li conservano sui propri server, come parte del servizio tecnico che ci danno. Non vendiamo i suoi dati, non li cediamo a terzi per le loro finalità e non li diffondiamo.

Alcuni di questi fornitori hanno sede o server fuori dallo Spazio economico europeo. In quel caso il trasferimento avviene sulla base delle clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione europea. Se vuole copia delle clausole applicate a un fornitore, ce la chieda con uno dei recapiti del punto 1 e gliela mandiamo.

8. Nessuna decisione automatica

Non prendiamo decisioni sul suo conto in modo automatizzato e non la profiliamo. La scelta di scriverle la fa una persona, guardando che lavoro fa.

9. I suoi diritti

Il diritto di opposizione, che qui è quello che conta

Può opporsi in qualsiasi momento al fatto che le scriviamo, senza dover spiegare il motivo (articolo 21 del Regolamento). Non c’è una procedura: risponda all’email e ce lo scriva, oppure ci chiami. Da quel momento non le scriviamo più.

Gli altri diritti

Può chiederci l’accesso ai dati che la riguardano, la loro rettifica, la cancellazione e la limitazione del trattamento (articoli 15-18). Rispondiamo entro un mese.

Il diritto alla portabilità non si applica a questo trattamento, perché non si fonda né sul suo consenso né su un contratto.

Se pensa che ci stiamo sbagliando

Può proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it) o rivolgersi all’autorità giudiziaria.


Versione del 2 settembre 2026. Se la aggiorniamo, cambiamo questa data.